martedì 3 aprile 2018

PRIMIZIE DI PRIMAVERA: I BRUSCANDOLI

Cari amici, bloggers e semplice curiosi,

la primavera sta arrivando e possiamo approfittare di una grande varietà di erbe e germogli di piante spontanee ricchi di gusto e interessanti proprietà nutrizionali.
Oggi vorrei parlarvi dei bruscandoli, gli apici nuovi del luppolo selvatico (Humulus lupulus), sì, proprio lo stesso luppolo che conferisce quel gusto deciso alla birra. Il luppolo cresce spontaneamente in prossimità di boschetti incolti, rovi e fossi, i germogli si raccolgono proprio ad aprile. I bruscandoli appaiono molto simili all’asparago selvatico, hanno una leggera nota amarognola, sono ottimi per depurarsi al cambio di stagione in quanto sono diuretici e blandamente lassativi. Sono molto utilizzati in Veneto soprattutto per frittate e risotti.
Io ho avuto la fortuna di trovarli al mercato e ci ho fatto un bel risotto, eccovi la ricetta per due persone.
Ingredienti
200g di riso Acquerello®
1 cipollotto di Tropea IGP
2 mazzetti di bruscandoli (80g circa)
Brodo vegetale bio senza glutammato o una carota, una costa di sedano e mezza cipolla.
Olio evo
Vino bianco fermo secco (due dita)
Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi

Per concludere il pasto:
1 cestino di fragole mature
1 arancio rosso di Sicilia IGP




Preparazione
Dopo l’acquisto, se non utilizzate immediatamente i bruscandoli, metteteli in un bicchiere con un po’ d’acqua fresca perché non perdano freschezza.
Lavateli bene sotto l’acqua corrente e poi sbollentateli: basta immergerli per 3 minuti in acqua bollente, poi tirateli su dalla pentola senza buttare l’acqua di cottura che utilizzerete per fare il brodo vegetale.
L’acqua di cottura sarà scura e vi servirà per fare un ottimo brodo vegetale ricco di sali minerali. Aggiungete quindi o due cucchiaini di brodo granulare bio senza glutammato o i tre ingredienti tipici del brodo vegetale (carota, sedano e cipolla).
Tagliate i bruscandoli a pezzetti di 1 o 2 cm e teneteli da parte.
In una padella d’acciaio versate l’olio evo in una quantità appena sufficiente a far rosolare il cipollotto di Tropea tagliato a pezzettini.
State attenti a farlo appena dorare e poi aggiungete il riso. 
Io ho usato questo specialissimo riso detto Acquerello, un riso invecchiato per un anno in silos refrigerati e poi reintegrati della loro gemma. È quindi un riso “bianco” ma più nutriente del normale riso brillato, è un presidio Slow Food ed è molto amato dagli chef.
Facciamo quindi rosolare il nostro riso con il cipollotto per un paio di minuti e poi sfumiamo con due dita di vino bianco secco.
Fate evaporare bene il vino e poi cominciate ad aggiungere il brodo fatto con l’acqua di cottura dei bruscandoli. Il riso deve sempre essere coperto dal brodo e, mi raccomando, evitate di mescolare di continuo ;-)
Il riso deve cuocere circa 19 minuti, aggiungete i bruscandoli verso fine cottura e incorporateli delicatamente.
Togliete la padella dal fuoco quando il riso è al dente, aggiungete un filo d’olio evo e una spolverata di Parmigiano 24 mesi. Fate riposare due minuti e servite.










Chiudete il pasto con una bella porzione di fragole e un arancio rosso di Sicilia IGP spremuto: un dessert a basso indice glicemico e con tanta vitamina C.

Buon appetito!!

dr. Michele Allegri

mercoledì 28 marzo 2018

LA DIETA DEI TEMPLARI

   



                                                               




Cari amici, bloggers e semplici curiosi,

lo sapevate che i cavalieri dell’Ordine del Tempio hanno avuto un’aspettativa di vita lunga? Qual è stato il loro segreto, a parte invocare l’idolo Bafometto per avere da lui protezione da ogni tipo d’insidia e malattia?
Questo piccolo segreto stava in un’adeguata forma di nutrimento del corpo, un’alimentazione corretta, sana ed equilibrata, come diremmo oggi.
Seguendo la Regola Latina dell’Ordine, i cavalieri si nutrivano molto di pesce, allevato da loro,  assimilando in questo modo grandi quantità di Omega 3, un naturale antinfiammatorio che contribuisce al buon mantenimento dell’apparato cardio-vascolare. Oltre al pesce c’erano a tavola verdura e legumi con i quali facevano il pieno di proteine, di vitamine e sali minerali ma soprattutto di fibre, indispensabili per un corretto funzionamento dell’intestino, prevenendo malattie pericolose e potenzialmente letali.
Nonostante la dieta praticata in quell’epoca dalle classi agiate,  nobili  ed ecclesiastici del medioevo, basata sul consumo smodato di carne e di cacciagione, i Templari, pur essendo molto ricchi, poiché erano banchieri, mangiavano carne-ma non la cacciagione-solo tre volte alla settimana e solo di provenienza europea. Così facendo, evitavano di contrarre pericolose malattie che colpivano spesso papi e re, come la gotta per esempio.
L’igiene aveva un posto non secondario nella loro vita quotidiana. Si lavavano le mani prima di mangiare e pulivano bene le stoviglie e le tavole imbandite prima e dopo aver desinato.
Per quanto attiene alle bevande, i Templari bevevano vino rosso ma soprattutto vino di palma, che è a bassa gradazione alcolica, arricchito di  aloe, la pianta che “rigenera” i tessuti.
Nella loro acqua da bere poi non mancava mai un disinfettante naturale come il limone e/o l’arancia, apportando così  al loro organismo anche una certa quantità di vitamina C e di licopene, un potente antiossidante ed evitando così di avere un’altra grave malattia dell’epoca, lo scorbuto.

Infine, è bene non dimenticare che i Templari, appartenendo ad un Ordine militare, consideravano indispensabile l'allenamento fisico quotidiano, per esprimere al meglio la loro capacità di lotta in battaglia.

Così facendo il Gran Maestro Jacques De Molay arrivò alla veneranda età di 71 anni. Sicuramente sarebbe andato ben oltre  questo traguardo se non fosse incappato nell’ira di Papa Clemente V° che lo lasciò nelle mani del braccio secolare del re cristianissimo Filippo IV° il Bello ,che lo bruciò come eretico impenitente a Parigi, in pubblica piazza, il 18 Marzo del 1314.

Buona Pasqua 2018 a tutti!!




martedì 3 gennaio 2017

GLI ALLEGRI PAN TRAMVAI

Care amiche, amici, bloggers e semplici curiosi,

Buon 2017 a tutti voi!

Oggi vi voglio gratificare con un dolce semplice semplice della tradizione brianzola: il pan tramvai.
Ottimo a colazione, questo pane dolce era preparato per gli operai che dovevano andare a lavorare in tram a Milano e quindi si svegliavano prestissimo e non avevano il tempo di fare colazione a casa.

Noi che sappiamo quanto sia importante la colazione in una sana alimentazione, vogliamo dedicare a questo momento tutta l'importanza che merita e quindi prepariamo un pan tramvai sano e gustoso a medio indice glicemico, solo per i giorni di festa di questo freddo inverno ;-)

Ingredienti:
300 grammi di farina integrale bio
100 grammi di farina di segale o di grano saraceno
16 grammi di lievito di birra (chiede quello in polvere al vostro panettiere sotto casa così evitate di comprare i panetti da 30 gr che sono venduti in confezione da due e poi magari non li usate e lo buttate: evitiamo gli sprechi!)
20 grammi di zucchero di cocco. Lo trovate in vendita nei negozi bio, è uno zucchero non raffinato che proviene dai boccioli della palma da cocco e ha un colore scuro e un leggero aroma di caramello, quindi darà un'ottima impression di dolcezza senza aumentare il carico glicemico.
250 grammi di uvetta sultanina bio
Un bicchiere di acqua minerale tiepida
Un cucchiaio di olio EVO
Un pizzico di bicarbonato

Ora prepariamo i nostri allegri panetti!

Mettete l'uvetta a mollo in acqua tiepida per circa un'ora. Poi scolatela e asciugatela bene con un panno morbido, infarinatela e tenetela da parte.
Mettete le farine in una insalatiera di ceramic Bianca e mescolatele bene con un cucchiaio, aggiungete il pizzico di bicarbonate e lo zucchero di cocco, il lievito sciolto nell'acqua tiepida e iniziate a impastare.
Consiglio 1: prima di impastare, ungetevi le mani con un po' di olio EVO, in questo modo eviterete che l'impasto si appiccichi alle dita ;-)
Poi aggiungete all'impasto anche l'olio EVO.
Quando l'impasto sarà morbido e omogeneo, fate una palla tonda, un bel sorriso e coprite l'insalatiera con una canovaccio di cotone.
Consiglio 2: se l'ambiente è umido e freddo, prima di impastare accendete il forno a 50° per 5 minuti e poi mette l'insalatiera nel forno tiepido.
Fate lievitare il tutto per un'ora, poi impastate di nuovo sgonfiando la pasta e fate lievitare per un'altra ora.
A questo punto potete aggiungere l'uvetta asciutta e infarinata: incorporatela bene all'impasto e non vi preoccupate se qualche acino rimane all'esterno.
Dividete l'impasto in due o tre allegri panetti lunghi e piuttosto sottili, come in foto e metteteli su una teglia con carta da forno e spolverarli con la farina integrale.


Infornate in forno già caldo a 200° per 20 minuti e mettete una tazzina con acqua alla base del forno per evitare che si secchino troppo.

Sfornate e, quando sono tiepidi, potete già mangiarli.


Una nota nutrizionale: l'uvetta è un alimento ricco di ferro, molto importante nell'alimentazione quotidiana. Ricordate che il ferro si assimila meglio se lo si assume insieme ad alimenti che contengono vitamina C. Quindi a colazione va bene una feta di pan tramvai e una spremuta d'arancia o un kiwi. Poi, visto che di domenica bisogna coccolarsi, bevete una bella tazza di the verde. Ricordate che l'acqua per l'infusione non deve essere mai bollente per non perdere il valore antiossidante del the verde.

Torneremo a parlare delle ottime proprietà antiossidanti del the verde ma intanto ricordate che se l'infusione è breve (massimo due minuti), il the risulta eccitante come un the nero; se invece prolungate l'infusione oltre I 5 minuti, diventa una bevanda rilassante. Incredibile qualità esoterica del the verde!

A presto!
Il vostro MasterCook Michele Allegri

Vi ricordo che il nuovo indirizzo e-mail è kronoalimentazione@gmail.com